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Come si fa il cioccolato e da cosa è fatto?

Scopri come nasce la tua dolce tentazione con questa immersione nel mondo della produzione del cioccolato. Dopo aver conosciuto l’abilità, i numerosi passaggi e le ore di lavoro necessarie per trasformare una semplice fava di cacao nella tavoletta che tieni in mano, ogni morso sarà ancora più dolce e prezioso. 

Che cos’è esattamente il cioccolato?

Il cioccolato, in qualche forma, conquista i palati del mondo da oltre 5.000 anni ed è prodotto dai semi dell’albero di cacao (Theobroma cacao), comunemente chiamati fave di cacao.  

Ma prima che le fave di cacao diventino il cioccolato che trovi sugli scaffali, ci sono molti passaggi da seguire. Il processo di produzione prevede fermentazione, essiccazione, tostatura, macinazione, concaggio e temperaggio, tutte fasi che richiedono tempo ed esperienza per esaltare al massimo il sapore.  

Cacao o cocoa? Il segreto è che non c’è una vera differenza: è soprattutto una questione di marketing. In generale, “cacao” si usa per indicare l’albero, le fave e le cabosse, mentre “cocoa” si riferisce alle stesse fave dopo la fermentazione e la tostatura. 


Come si fa il cioccolato, passo dopo passo 

Scopri come nasce il cioccolato: ecco il processo completo, spiegato in ogni dettaglio.  

1. Coltivazione del cacao

La storia del cioccolato inizia con la pianta di cacao (Theobroma cacao), che cresce in ambienti caldi e umidi. È originaria del Sud America, ma oggi è coltivata in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi vicini all’equatore.  

Ciò che interessa ai maestri cioccolatieri è il frutto dell’albero di cacao, che contiene circa 30-50 semi, le celebri fave di cacao, ingrediente chiave del cioccolato. Un albero di cacao deve avere circa 5 anni per essere abbastanza maturo da produrre frutti, ma l’attesa vale la pena.  


2. Raccolta e fermentazione 

Le cabosse sono pronte per la raccolta quando assumono un colore arancione/giallo brillante. Per non danneggiare gli alberi e garantire che continuino a produrre frutti per anni, la maggior parte delle cabosse viene tagliata a mano.  

Le cabosse vengono aperte e i preziosi semi di cacao, grandi come un’oliva, vengono estratti. Servono circa 1 kg di fave di cacao per ottenere circa 500 g di cioccolato fondente. 

La fermentazione è la fase in cui le fave iniziano a sviluppare i tipici aromi del cioccolato. Di solito vengono poste in casse di legno, coperte con foglie di banana e lasciate fermentare per circa 2-9 giorni.  


3. Essiccazione 

Durante la fermentazione, le fave assorbono molta umidità, che deve essere eliminata. I coltivatori stendono le fave su stuoie di legno e le lasciano asciugare al sole per almeno 7-14 giorni.  

Le fave vengono girate e rastrellate per garantire un’essiccazione uniforme. Come puoi vedere, molte fasi del processo sono eseguite con cura a mano, secondo metodi tradizionali.  


4. Tostatura 

I cioccolatieri prendono molto sul serio la tostatura. Prima controllano la qualità delle fave e rimuovono eventuali impurità o fave ammuffite, poi le inseriscono nei forni per la tostatura.  

A differenza del caffè, le fave di cacao preferiscono una tostatura lenta a basse temperature per esaltare le note aromatiche e tostate. Tempi e temperature variano in base alla varietà e alla dimensione delle fave. La maggior parte viene tostata a temperature tra 110°C e 150°C per un tempo che va da 2 minuti fino a 2 ore. 


5. Raffreddamento e separazione 

Dopo la tostatura, le fave vengono raffreddate e preparate per la fase di frantumazione, che separa il guscio esterno dalle preziose granella di cacao, garantendo la qualità del cioccolato finale.  

Molti produttori usano una macchina chiamata “winnower”, che rompe i gusci e poi, con un getto d’aria, separa le parti leggere dai nibs più pesanti.  


6. Macinazione (creazione della "massa di cacao") 

Le granella di cacao (composte da pasta e burro di cacao) vengono macinate in una macchina simile a un mortaio industriale fino a ottenere una pasta densa chiamata “massa di cacao”, che, curiosità, non contiene alcol.  

La macinazione può durare diversi giorni, rendendo la texture sempre più fine e cremosa. In questa fase si aggiungono ingredienti come zucchero e latte in polvere.  


7. Concaggio 

Ogni cioccolato gourmet passa attraverso il concaggio, che consiste nell’impastare, riscaldare e aerare la pasta di cioccolato per ottenere aroma, gusto e setosità perfetti. È un passaggio essenziale per una texture uniforme e un sapore equilibrato.  


8. Temperaggio 

Come sanno bene i pasticceri, temperare il cioccolato significa riscaldarlo e raffreddarlo delicatamente per portarlo alla forma più stabile. Il cioccolato ben temperato ha un aspetto lucido e un “crack” irresistibile al morso.  


9. Formatura e confezionamento 

Dopo il temperaggio, il cioccolato viene colato negli stampi e lasciato raffreddare, oppure inserito in tunnel di raffreddamento fino a solidificarsi. Per eliminare eventuali bolle d’aria, gli stampi vengono battuti su una superficie dura.  

Infine, il cioccolato viene avvolto in carta o alluminio e inizia il suo viaggio verso tutti gli amanti del cioccolato, pronto per essere gustato.

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