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Mangiare cioccolata in allattamento, è possibile?

Ormai tutti conoscono le proprietà del cioccolato, che può incidere in modo positivo non solo sull’umore ma anche sul nostro organismo. Ci sono momenti della vita, però, in cui è necessario rivedere le proprie abitudini alimentari: dopo aver parlato del consumo di cioccolato in gravidanza è il momento di approfondire il...

Ormai tutti conoscono le proprietà del cioccolato, che può incidere in modo positivo non solo sull’umore ma anche sul nostro organismo. Ci sono momenti della vita, però, in cui è necessario rivedere le proprie abitudini alimentari: dopo aver parlato del consumo di cioccolato in gravidanza è il momento di approfondire il binomio cioccolato e allattamento, per capire come concedersi qualche piccolo sfizio tutelando la salute di mamme e bebè.  

 

Si può mangiare la cioccolata in allattamento?

Il latte materno contiene sostanze come carboidrati, lipidi, proteine e micronutrienti indispensabili per lo sviluppo e la crescita del bambino. La sua composizione è strettamente collegata alla dieta materna, ecco perché è importante valutare con attenzione la propria alimentazione e, soprattutto, fare in modo che sia sana ed equilibrata.  

La buona notizia è che mangiare cioccolata in allattamento al seno non è affatto proibito come, invece, avviene per gli alcolici, i cibi piccanti e alcuni alimenti potenzialmente allergizzanti, come i crostacei o i molluschi. Ma se è vero che si può mangiare la cioccolata in allattamento, come sempre la moderazione e il buonsenso fanno la differenza: ecco allora le varietà di cioccolato più indicate e come è meglio consumarle. 

 

Cioccolato in allattamento: quale e in che quantità? 

Prima di consumare cioccolata durante l’allattamento è importante verificarne la composizione, la quantità di zuccheri ed eventuali sostanze che sono state aggiunte per migliorare l’aroma o i tempi di conservazione. Va da sé che meno ingredienti ci sono, meglio è: ad esempio, il cioccolato Venchi è preparato con pochi ingredienti selezionati con cura, contiene altissime percentuali di cacao e non ha componenti artificiali.  

Per quanto riguarda le varietà, ogni tipologia di cioccolato ha i suoi pro e i suoi contro, ma ciò non impedisce di concedersi un quadratino di tanto in tanto. Il cioccolato fondente in allattamento sarebbe quello più indicato – specie se in percentuali superiori al 70% - per il basso contenuto di zuccheri, ma è anche la varietà che contiene più caffeina. Al contrario, il cioccolato al latte ha meno caffeina, ma è certamente più dolce. Secondo molti, il cioccolato bianco in allattamento sarebbe la giusta via di mezzo perché non contiene caffeina, ma anche in questo caso è importante controllare la quantità di zuccheri presenti e limitare il consumo a un quadratino ogni tanto. 

 

Quali sono gli effetti del cioccolato in allattamento?

Non sono pochi gli studi che dimostrano i benefici del cioccolato sull’organismo: è un antidepressivo naturale, ha proprietà antiossidanti, protegge il cuore e contribuisce a tenere sotto controllo il colesterolo cattivo. 

Ma in allattamento la cioccolata può avere qualche piccola controindicazione che, pur non precludendone il consumo, è bene tenere in considerazione: alimenti come tè, caffè e cioccolata durante allattamento andrebbero consumati con moderazione e lontano dalla poppata, perché contengono sostanze stimolanti sul sistema nervoso che potrebbero passare nel latte materno. Lo stesso vale per gli zuccheri semplici, contenuti sia in certe varietà di cioccolato sia in altri alimenti come dolciumi o succhi di frutta, che possono influire sui livelli di glucosio nel sangue. 

 

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